I libri influenzano il modo di pensare di molti di noi. Visto che sei arrivato sul sito di un editore, probabilmente la pensi allo stesso modo.
I libri lasciano tracce. Anche quelli con cui non siamo d’accordo plasmano il nostro pensiero. Ci offrono nuove prospettive, mettono alla prova le nostre convinzioni e possono cambiare il modo in cui vediamo il mondo. Più leggiamo, più diventiamo bravi a immaginare nuove idee e a portare nel mondo qualcosa di nostro.
Poiché la lettura plasma il nostro modo di pensare e di creare, abbiamo chiesto ai fondatori di Hungry Minds, Seva e Timur, e al nostro illustratore principale, Lev Kaplan, di condividere i libri che li hanno influenzati di più. Ci hanno dato le loro Top 5 personali. Queste scelte non riflettono solo i loro gusti. Parlano anche delle idee alla base di The Book: The Ultimate Guide to Rebuild Civilization e si collegano ai temi dei nostri prossimi titoli.
Se i libri aiutano a plasmare il nostro modo di pensare, quelli che hanno plasmato noi sono un buon punto di partenza.

Due delle sue scelte sono di Antoine de Saint-Exupéry. The Little Prince, spesso scambiato per un libro per bambini, offre riflessioni sull’amore, sulla perdita e sulla responsabilità. Continua a risuonare anche in età adulta e ha persino influenzato il tono di The Book, dove si può trovare un discreto omaggio ai suoi personaggi.
La sua opera meno nota, Citadel, è una raccolta di parabole filosofiche che esplorano la leadership, le società ideali e la condizione umana. Sebbene sia rimasta incompiuta alla sua morte, resta il progetto più ambizioso di Saint-Exupéry. La forma e i temi ricordano Thus Spoke Zarathustra di Nietzsche, soprattutto nelle sue riflessioni mistiche e morali.
Il Siddhartha di Hesse unisce narrazione e filosofia. Influenzato dalla religione orientale e dalla psicologia junghiana, segue il viaggio spirituale di un uomo nell’India antica. La sua influenza è visibile nella sezione “Human” di The Book, che attinge al suo stile aforistico e alla sua introspezione.
Lo Shōgun di James Clavell porta respiro storico e profondità culturale. Il suo vivido ritratto del Giappone feudale ha contribuito a plasmare parti di The Book e ha acceso l’interesse di lunga data di Seva per l’Asia orientale. È persino uno dei motivi che lo hanno portato in Giappone, dove è nata l’idea di The Book.
Infine, The Fountainhead di Ayn Rand parla dell’attenzione di Seva per il ruolo dell’individuo nella società. Il rifiuto di scendere a compromessi dell’architetto Howard Roark rispecchia il tipo di convinzione e indipendenza creativa che attraversa tutte e cinque queste opere. Che si sia d’accordo o meno con Rand, la sfida posta dalle sue idee è parte di ciò che le rende degne di attenzione.

Il Codex Seraphinianus di Luigi Serafini è il titolo visivamente più insolito. Questa enciclopedia surreale, scritta in una lingua inventata e piena di strane illustrazioni, ha avuto una forte influenza su The Book. A più di quarant’anni dalla sua uscita, resta una pietra miliare dell’arte speculativa. I lettori potrebbero persino notare un omaggio nascosto all’opera di Serafini nella sezione Art.
Il Gödel, Escher, Bach di Douglas Hofstadter esplora la natura del pensiero attraverso gli schemi presenti nella matematica, nella musica e nelle arti visive. Collegando la logica di Gödel, le illusioni di Escher e le composizioni di Bach, Hofstadter costruisce un quadro per comprendere la coscienza e l’autoreferenzialità. Le idee sono complesse, ma Hofstadter le presenta in modo accessibile anche ai lettori curiosi senza una formazione in matematica, musica o logica.
Il Bluebeard di Kurt Vonnegut sposta l’attenzione sul personale. Strutturato come l’autobiografia immaginaria di un anziano pittore astratto, il romanzo riflette su creatività, perdita e significato. Pur adottando un approccio più intimo, si confronta con le stesse domande delle opere più filosofiche, in particolare sul ruolo dell’individuo in una società che spesso fraintende l’arte e l’espressione. È anche strettamente legato a The Last Book, che segue un formato e un tono simili.
Il libro Sapiens di Yuval Noah Harari offre un’ampia storia della civiltà, sostenendo che molti dei sistemi che strutturano la vita moderna sono invenzioni umane basate su illusioni condivise. Religione, nazioni e sistemi economici vengono presentati come strumenti che hanno permesso il funzionamento di società su larga scala, non come verità immutabili. Le conclusioni di Harari sono volutamente provocatorie. Suggerisce che l’agricoltura sia stata il più grande errore dell’umanità e propone un futuro fondato su razionalità scientifica, chiarezza etica e autonomia consapevole.
L’ultima scelta, di James C. Scott, The Art of Not Being Governed, offre un contrappunto alla storia tradizionale. Concentrandosi sulla regione di Zomia, nel Sud-est asiatico, Scott esplora come le società senza Stato abbiano resistito al controllo governativo rifiutando gerarchia, burocrazia e persino la scrittura. Lo descrive come una sorta di anarco-primitivismo, in cui autonomia e solidarietà prevalgono sul progresso così come definito dallo Stato. Queste comunità offrono un esempio raro e potente di civiltà costruita attraverso la resistenza anziché la conquista.

The Book, ha una Top 5 che sembra una finestra diretta sul suo mondo creativo. Sono storie di viaggi nel tempo, sopravvivenza, tecnologie perdute e resilienza umana. È facile capire come abbiano contribuito a plasmare il suo stile fantasioso e il linguaggio visivo di The Book.
Il romanzo di Jules Verne Twenty Thousand Leagues Under the Seas è un pilastro della prima narrativa speculativa. L’introduzione del capitano Nemo e del sottomarino Nautilus precede il termine “fantascienza”, ma rappresenta chiaramente il genere. Dietro l’azione e l’esplorazione, il romanzo riflette su scienza, impero e isolamento. Verne immaginò Nemo come un nobile polacco ribelle contro l’oppressione russa, ma in seguito lo riscrisse come un principe indiano segnato dall’imperialismo britannico.
Il romanzo di Verne The Mysterious Island sposta l’attenzione su un gruppo di naufraghi che sopravvivono ricreando da zero strumenti, tecnologie e invenzioni. I temi dell’autosufficienza e della riscoperta rispecchiano il cuore di The Book, che allo stesso modo invita i lettori a immaginare come si potrebbe ricostruire la civiltà con le sole conoscenze che portiamo con noi.
Il romanzo di Mark Twain A Connecticut Yankee in King Arthur’s Court immagina un ingegnere americano del XIX secolo catapultato nel mondo di re Artù, dove applica conoscenze moderne a problemi medievali. Ma Twain porta questa premessa ben oltre la solita avventura. Il libro è una satira pungente che critica sia la storia romanticizzata sia l’America dei tempi di Twain. C’è un chiaro filo conduttore tra l’idea di applicare conoscenze moderne a una società primitiva e la premessa di fondo di The Book.
Il romanzo di Harry Harrison The Technicolor Time Machine porta il concetto di viaggio nel tempo in una direzione diversa. È un romanzo satirico su uno studio cinematografico in crisi il cui regista e la cui troupe vengono mandati indietro nel tempo per girare un’epopea vichinga in piena epoca vichinga. È veloce, divertente e autoironico, e allo stesso tempo solleva domande concrete su come plasmiamo la storia attraverso il racconto. La storia gioca con paradossi, media e costruzione culturale dei miti, il tutto attraverso la lente unica dell’umorismo assurdo.
Infine, il romanzo di Kai Meyer The House of Books and Shadows unisce romanzo gotico, mistero letterario e dramma storico in una trama che intreccia due linee temporali: una in un villaggio baltico ghiacciato prima della Prima guerra mondiale, l’altra a Lipsia durante l’ascesa del fascismo. Una coppia scomparsa, simboli occulti e società segrete sono il cuore di un thriller stratificato e ricco di atmosfera.
Questi titoli filtrano generosamente nella produzione creativa di Lev, con temi come la conoscenza, la curiosità e l’invenzione, offrendo un quadro ricco pur lasciando spazio all’evoluzione del suo stile inconfondibile.
Nel loro insieme, questi quindici libri offrono uno sguardo più profondo sulle menti dietro The Book. Formano una sorta di base creativa che unisce arte, filosofia, narrativa ed esperienza vissuta. Detto questo, il valore di questa raccolta va ben oltre i nostri progetti. Conta ciò che fai tu con le storie e i concetti che ti parlano. Il vero valore sta nelle tue scelte e in come queste idee influenzano il tuo percorso.